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Novità nel mondo della Giurisprudenza

MISURE DI PREVENZIONE: LA PERICOLOSITA’ PASSA AI SUPREMI GIUDICI-Studio Legale Gelsomina Cimino

AVVOCATO CIMINO

Che la sentenza della Grande Camera della Corte EDU (23 febbraio 2017, De Tommaso c. Italia), la quale condannava l’Italia per la violazione dell’art. 2 prot. 4 CEDU, per il ritenuto deficit di prevedibilità e tassatività della disciplina delle misure di prevenzione nella descrizione delle condotte idonee a essere prese in considerazione per la valutazione della pericolosità sociale del soggetto proposto alla misura, avrebbe provocato nel nostro Ordinamento delle vere...

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LA CONDOTTA DEL PEDONE DIMINUISCE LA RESPONSABILITÀ DELL’AUTOMOBILISTA SOLO SE ASSOLUTAMENTE ECCEZIONALE-Studio Legale Gelsomina Cimino

pedone incidente stradale

LA CONDOTTA DEL PEDONE DIMINUISCE LA RESPONSABILITÀ DELL’AUTOMOBILISTA SOLO SE ASSOLUTAMENTE ECCEZIONALE La Corte di Cassazione con la sentenza n. 45795 dello scorso 5 ottobre 2017 è tornata ad occuparsi del “ruolo” del pedone in un incidente stradale in cui si trovi coinvolto. Il ricorso era stato proposto da un imputato condannato sia in primo grado che in appello per aver cagionato, a seguito di impatto, mentre percorreva un tratto di strada...

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SE LA MULTA NON È STATA NOTIFICATA, VA IMPUGNATA LA CARTELLA ESATTORIALE-Studio Legale Gelsomina Cimino

multa notifica

SE LA MULTA NON È STATA NOTIFICATA, VA IMPUGNATA LA CARTELLA ESATTORIALE Con la sentenza n. 22080 dello scorso 22.09.2017 le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto l’annoso contrasto giurisprudenziale in tema di cartelle di pagamento per multe non notificate. La questione trae origine dall’impugnazione da parte di un automobilista che aveva agito nei confronti dell'amministrazione in opposizione alla cartella di pagamento notificatagli per multe a seguito di violazione del Codice della...

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VIOLENZA SESSUALE: DOVE COMINCIA IL TENTATIVO-Studio Legale Gelsomina Cimino

violenza sessuale

VIOLENZA SESSUALE: DOVE COMINCIA IL TENTATIVO La sentenza n. 43802/2017 della Corte di Cassazione, sez. III Penale, emessa lo scorso 22.09.2017, si esprime su un presunto caso di violenza sessuale e in particolare sulla condanna per il reato di cui all’art.609 bis c.p. (violenza sessuale) comminata a un uomo, sia in primo grado che in sede di gravame, il quale con violenza aveva costretto la vittima a subire atti sessuali, estrinsecati...

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RITENUTE INPS: DEPENALIZZAZIONE E ARCO TEMPORALE-Studio Legale Gelsomina Cimino

omesso versamento ritenute

RITENUTE INPS: DEPENALIZZAZIONE E ARCO TEMPORALE Con la Sentenza n. 39464/2017 la Corte di Cassazione è intervenuta sulla spinosa tematica riguardante il reato di omissione del versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate sulle retribuzioni. In questo caso a ricorrere per la cassazione della sentenza del Giudice per le indagini preliminari, è il procuratore generale presso la Corte d’Appello. Il GIP, infatti, aveva prosciolto l’imputato con sentenza ex art. 129 c.p.p. ossia...

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PIENA ATTENDIBILITA’ A FACEBOOK PER INDIVIDUARE IL COLPEVOLE-Studio Legale Gelsomina Cimino

facebook

FACEBOOK PIENA ATTENDIBILITA’   PER INDIVIDUARE IL COLPEVOLE http://www.studiolegalecimino.eu La Cassazione, con la recentissima sentenza n. 45090/2017 ha dato via libera all’identificazione del responsabile di reato, mediante i social network, ritenendola pienamente "attendibile" E’ il caso di un uomo riconosciuto colpevole sia in primo grado che in appello dei contestati reati di concorso in rapina e porto d’armi. Ricorrendo in cassazione, l’imputato lamentava carenza e illogicità della motivazione della Corte d’Appello in ordine al...

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RISPONDE DI PECULATO IL NOTAIO CHE TRATTIENE LE SOMME DEL CLIENTE DESTINATE ALL’ERARIO-Studio Legale Gelsomina Cimino

peculato notaio

RISPONDE DI PECULATO IL NOTAIO CHE TRATTIENE LE SOMME DEL CLIENTE DESTINATE ALL’ERARIO La Corte d’Appello di Roma, con la sentenza del 15.03.2017 n. 2094 ha stabilito che commette il reato di peculato il notaio che si appropria di somme ricevute dai clienti per il pagamento dell'imposta di registro per atti di compravendita immobiliare da lui rogati. Secondo il dettato dell’art. 314 Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che,...

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CENTRALE RISCHI BANCA D’ITALIA-Studio Legale Gelsomina Cimino

centrale rischi

L’ISCRIZIONE NELLA CENTRALE RISCHI DELLA BANCA D’ITALIA COMPORTA, SE ILLEGITTIMA, IL RISARCIMENTO DEI DANNI

La segnalazione di una sofferenza da parte dell’intermediario finanziario alla centrale rischi della Banca d’Italia implica una valutazione finanziaria negativa circa la posizione complessiva del cliente e, pertanto, non può seguire ad un semplice ritardo.
Con la sentenza n. 2748 la Corte d’Appello di Milano è intervenuta a statuire circa la richiesta di risarcimento danni (rigettata in primo grado) avanzata da una società a responsabilità limitata per essere stata illegittimamente segnalata alla Centrale dei Rischi della Banca di Italia da parte di una società finanziaria, la quale aveva ritenuto erroneamente non pagate alcune rate di un leasing.
L’appellante lamentava, per quel che è qui di interesse, l’omessa applicazione, da parte del giudice di prime cure, delle norme di cui alla circolare n. 139/1991 della Banca d’Italia relativamente alla segnalazione pregiudizievole alla Centrale dei Rischi, nonché la violazione, ovvero l’omessa applicazione dell’art. 4 c. 7, del codice di Deontologia e di buona condotta per i sistemi informatici gestiti dai privati. Secondo l’appellante, infatti la sentenza impugnata avrebbe erroneamente riconosciuto la legittimità delle segnalazioni fatte in assenza dei presupposti di legge.
Con specifico riferimento alla Segnalazione alla Centrale dei Rischi la Corte osserva che, ai sensi della circolare 139/1991 della Banca d’Italia, essa implica una «valutazione da parte dell’intermediario della complessiva situazione finanziaria del cliente e non può scaturire automaticamente da un mero ritardo di quest’ultimo nel pagamento del debito», presupponendo «una situazione del debitore non già di mero temporaneo e occasionale inadempimento, ma di vero e proprio stato di grave e non transitoria difficoltà economica del debitore, incapace di adempiere alle proprie obbligazioni».
Dunque, continua la sentenza, citando il costante orientamento della Corte di legittimità (cfr. Cass. n.26361/2014, Cass. n. 7958/2009, «ai fini di una corretta segnalazione a sofferenza non è sufficiente un mero ritardo nei pagamenti per giungere alla conclusione di sussistenza nel debitore di una situazione quale quella sopradescritta, bensì si richiede da parte dell’intermediario finanziario una valutazione “riferibile alla complessiva situazione finanziaria del cliente”, che quindi “deve essere determinata dal riscontro di una situazione patrimoniale deficitaria, caratterizzata da una grave e non transitoria difficoltà economica equiparabile, anche se non coincidente, con la condizione di insolvenza”».
Ed invero, ritiene la Corte, nel caso di specie «è pacifico che l’azienda non versasse in uno stato di decozione, e che la finanziaria ne fosse pienamente a conoscenza».
Dalle argomentazioni qui richiamate la Corte ha desunto l’accoglimento della richiesta di risarcimento di danno non patrimoniale, ritenendo invece non provato il danno patrimoniale.
La Corte, richiamandosi a dei precedenti giurisprudenziali di legittimità, ha infatti precisato: «è pacifica la configurabilità del risarcimento del danno non patrimoniale, che deve essere identificato come qualsiasi conseguenza pregiudizievole della lesione di diritti immateriali della personalità costituzionalmente protetti, ivi compreso quello all’immagine».
Nel caso di specie, continua la Corte, l’appellante ha dimostrato «l’illecita condotta dell’appellato, nonché la lesione all’immagine derivatale dalla perdita di credibilità finanziaria causata dal veder assimilata la propria posizione a quella di persone giuridiche in stato di insolvenza o quantomeno in difficoltà finanziaria tale da renderle inaffidabili debitrici».
@Produzione Riservata
Studio Legale Gelsomina Cimino

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Nicolina sarebbe morta per ” lo zampino del diavolo!Studio Legale Gelsomina Cimino

NICOLINA PACINI

Nicolina sarebbe morta per " lo zampino del diavolo! Così il funzionario presso il Tribunale per i minorenni di Firenze quando l'avv Gelsomina Cimino manifesta disappunto per la non tanto improvvisa scomparsa del fascicolo riguardante Nicolina e Michele Pacini. Per qualche oscura ragione, infatti, lo stesso Presidente del Collegio che nel 2013 aveva disposto l'archiviazione del procedimento, già giorni fa aveva chiesto che venisse prelevato dagli archivi di Sollicciano, ma già in...

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NEGATO IL MANTENIMENTO AL FIGLIO MAGGIORENNE CHE NON HA VOGLIA DI LAVORARE-Studio Legale Gelsomina Cimino

negato mantenimento

Con la sentenza n. 21615 del 19 settembre scorso, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso avanzato da un ragazzo, ormai maggiorenne, nei confronti del padre adottivo finalizzato ad ottenere un assegno di mantenimento sulla base di una asserita difficoltà economica. La Cassazione, infatti, non solo ha confermato l'esattezza della decisione emessa dalla Corte d'Appello, ma ha aggiunto che la ricostruzione dei fatti porta a negare categoricamente il diritto del...

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